Partito democratico di Magione

| Partito Democratico di Magione

DOCUMENTO CONGRESSUALE
“PD MAGIONE”
PARTITO DEMOCRATICO UNIONE COMUNALE MAGIONE
 
 
Qual è il ruolo di un’organizzazione partitica oggi a livello locale? E
qual è l’impegno di una forza politica democratica in una realtà di
medie dimensioni della provincia italiana? Il congresso è il
momento fondamentale per rispondere a questi quesiti, aprendo un
riflessione interna al partito – programmatica, organizzativa e
metodologica – che si concluda con una proposta politica destinata
alla comunità degli iscritti e all’intera cittadinanza.
L’Italia democratica, esempio per l’Europa e per il Mondo. Se l’Italia
sta lentamente uscendo dalla grande crisi economica – pesante in
tutto il mondo e da noi aggravata dall’esistenza di un enorme debito
pubblico – lo si deve anche al Partito democratico. Il Pd ha fatto da
argine alle potenti sirene del populismo, fenomeno che tende a
dare risposte semplicistiche ad un’opinione pubblica frustrata da
anni di difficoltà economiche e sociali, proponendo a tutti i livelli
elementi di innovazione politica. Mentre nelle altre potenze
economiche mondiali si affermavano leader, partiti e programmi
scelti sulla base di programmi conditi di demagogia, in Italia –
seppur con compagini governative non omogenee e rette su
maggioranze parlamentari mai certe – il Pd è riuscito a invertire la
rotta rispetto al baratro in cui l’Italia era precipitata nel 2011 e 2012,
quando solo con un governo tecnico si è evitato il default pilotato
come avvenuto per in Grecia (unico paese ad avere un rapporto
debito/Pil più alto del nostro). Per queste ragioni – politiche, culturali
e finanziarie – l’Italia democratica è un esempio per l’Europa e per ilmondo.
 
Il governo Renzi, innovazione e dinamismo dopo anni di
immobilismo L’esperienza di governo, anche se segnata – dopo la
mancata maggioranza in tutte e due i rami del parlamento –
dall’obbligatoria alleanza con forze politiche estranee al
centrosinistra, ha infine dato risultati positivi, sia dal punto
economico-sociale che da quello dei diritti civili e della
moralizzazione della classe politica. L’elemento più critico, che pesa
come un macigno, è stata la mancata riforma istituzionale. Portata
avanti con un testo costituzionale in grado di cambiare davvero il
Paese, fornendo una via da seguire anche agli altri stati europei, la
riforma ha avuto una battuta d’arresto elettorale con il referendum
del dicembre 2016. Una sconfitta che ha segnato anche il destino
del governo di Matteo Renzi, segretario nazionale del Pd e
presidente del consiglio per oltre mille giorni. Questo stop, assieme
a difficoltà di sintesi all’interno di una maggioranza
necessariamente molto composita, hanno poi accompagnato il
Paese verso un nuovo governo di transizione in attesa delle
elezioni nel 2018. La mancata riforma costituzionale lascia in
eredità un Paese ancorato al sistema bicamerale con leggi elettorali
attualmente non omogenee: avere una chiara maggioranza nella
prossima tornata elettorale sarà cosa molto difficile.
 
Le riforme (difficili) di cui il Paese aveva bisogno Se nel 2013 le
elezioni politiche hanno dato un responso contraddittorio, nel 2014
le votazioni europee hanno tributato un considerevole consenso al
Pd, grazie soprattutto al dinamismo del nuovo governo Renzi.
Grazie a questo il partito è riuscito a rinnovarsi nelle persone e nella
proposta programmatica, infilando una lunga serie di positivi test
elettorali come le amministrative e le regionali del 2015, interrotte
solo con la battuta d’arresto delle amministrative 2017. L’esperienza
di governo di Matteo Renzi ha visto un Paese rivitalizzato sul piano
europeo ed internazione, ma anche registrato performance
economiche che apparivano difficilissime in termini di crescita e
riduzione della disoccupazione:
• PIL: +1,6% dal pirmo trimestre 2014 al terzo trimestre 2016;
• Rapporto deficit/pil: -0,4% dal primo trimestre 2014 al secondo trimestre 2016;
• Debito pubblico: -43 miliardi (agosto e settembre 2016);
• Consumi famiglie: +3% dal primo trimestre 2014 al secondo trimestre 2016;
• Occupati totali: +656mila da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Occupati dipendenti permanenti: +487mila da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Inattivi: -665mila da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Tasso disoccupazione: -1,1% da febbraio 2014 a settembre 2016
• Tasso disoccupazione giovanile: -5,9% da febbraio 2014 a settembre 2016
• Produzione industriale: +2,3% da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Export: +7,4% da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Bilancia commerciale: +18,3 mld da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Fiducia consumatori: +13,4% da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Procedure di infrazione con la Commissione Ue: -47 (da 119 a
72) da febbraio 2014 a settembre 2016;
• Adozione decreti attuativi: +32% da febbraio 2014 a settembre 2016.
 
I più significativi provvedimenti adottati dal governo Renzi:
• Riforma del lavoro;
• Stop Irap e taglio dell'Ires;
• 80 euro per 11 milioni di italiani che guadagnano meno di
1.500 euro al mese;
• 80 euro in più al comparto sicurezza;
• Riduzione del canone Rai da 113 euro del 2015 a 100 euro del
2016 che diventeranno 95 nel 2017 e si paga direttamente nella
bolletta della luce;
• Abolizione della tassa sulla prima casa, Imu e Tasi;
• Abolizione di Equitalia, dal 30 giugno 2017;
• Stop tasse agricole, 1,3 miliardi in meno;
• Processo civile telematico;
• Banda ultralarga e crescita digitale;
• Unioni civili;
• Divorzio breve;
• Norme per la non autosufficienza e legge sul 'Dopo di noi';
• Riforma Terzo settore e servizio civile;
• Legge contro il caporalato;
• Bonus bebè di 960 euro l'anno per ogni nuovo nato per 3 anni;
• Aumento pensioni minime da un minimo di 100 euro a un massimo di 500;
• Riforma del cinema e audiovisivo;
• Riforma La Buona scuola;
• Bonus giovani e cultura;
• Tetto stipendi pubblica amministrazione a 240 mila euro
• Quattordicesima per i pensionati minimi (Gentiloni)
• Riforma contributiva dei parlamentari (Gentiloni)
 
La fase attuale, tra scissione e nuove elezioni politiche Scelte
programmatiche ed impostazioni metodologiche portate avanti con
continuità dall’attuale governo Gentiloni e che andranno rivendicate
in modo fermo e convinto, evitando comunque atteggiamenti acritici
e euforistici. Queste scelte politiche, ed in particolare la riforma
costituzionale, sono certamente state divisive nel Paese, nel
centrosinistra ed anche nel nostro partito, oggetto di scissione nel
2017. Il nuovo soggetto politico nato dalla scissione ha però al
momento dimostrato poca capacità di indirizzo politico, contestando
Renzi e il Pd ma continuando a sostenere il governo Gentiloni. Ciò
non toglie che vanno tenuti rapporti sereni e lungimiranti con questa
componente e con tutte quelle “più a sinistra” (virgolettato) del Pd
giacché queste sono elemento imprescindibile nei governi regionali
e municipali di larga parte d’Italia.
 
Il contributo del Pd al Governo regionale e locale Il risanamento del
Paese, fin dai primi tagli lineari dell’ultimo governo Berlusconi e
ancora di più con Monti, non hanno lasciato indenne il governo
regionale e locale. L’Umbria, realtà legata a stock considerevoli di
trasferimenti erariali pubblici, ha pagato un prezzo doppio: quello
economico generale, con tante aziende chiuse e interi settori
economici in difficoltà, e la fine del modello storico di spesa
pubblica, più che dimezzata in meno di 10 anni. Malgrado le
ristrettezze, le difficoltà e il contenuto peso demografico, economico
e politico, l’Umbria si è distinta per un governo regionale privo di
scandali e questioni morali – quasi una regola nelle altre realtà
italiane – proponendo un governo sobrio, pragmatico e impegnato
nel recupero del gap economico maturato durante la crisi e nella
tenuta del proprio welfare (servizi sociali, scolastici e sanitari),
tradizionalmente tra i migliori in Italia. Con un ampio ventaglio di
riforme e razionalizzazioni di sistema questo è stato possibile,
anche se nel 2015 la coalizione di centrosinistra – priva solamente
di Rifondazione comunista – ha perduto molti consensi in un
contesto di bassa affluenza. Catiuscia Marini si è vista riconfermare
come presidente di Regione per poche migliaia di voti, anche grazie
al contributo determinante del lago Trasimeno e delle varie unioni
comunali Pd presenti negli otto comuni lacustri.
 
Il Trasimeno, nuovo protagonismo politico per un’area tenuta troppo
ai margini Il Trasimeno, assieme all’alta Umbria, sembrano ad oggi
rimanere gli unici territori ancora capaci di aggregare significativi
consensi verso il Pd e le coalizioni che vi ruotano attorno. Il
comprensorio, con la nuova Unione dei Comuni, appare sempre di
più come un laboratorio politico in grado di fare della coesione e
dell’unità uno strumento in grado di semplificare e migliorare
l’attività amministrativa, con una ricaduta diretta nella qualità della
vita di famiglie e nella competitività del tessuto aziendale. Lo stesso
Pd ha voluto dotarsi di un proprio livello federale intermedio tra
regionale-provinciale e i singoli comunali esistenti. Nel 2015 è
purtroppo sfumata l’elezione di una rappresentanza del Trasimeno
in Consiglio regionale.
 
Analisi delle ultime consultazioni elettorali a livello comunale
Magione – che tende storicamente ad essere elemento mediano
rispetto ai dati dell’area Trasimeno/Corciano – nell’ultimo lustro si è
distinta per un sostanziale rafforzamento elettorale rispetto ai comuni limitrofi.
 
Nel 2013 la coalizione Italia Bene Comune e il Partito democratico
guidato da Pierluigi Bersani, in una consultazione che ha visto
un’affermazione inaspettata del M5S (Italia: 25,6%; Umbria: 27,2%;
Magione: 25,4%), ha avuto i seguenti risultati alla Camera dei Deputati:
• Italia PD: 8,6mln di voti, pari al 25,4 per cento (nel 2008: 12,1mln / 33,2%)
• Umbria PD: 169mila voti, pari al 32,1 per cento (nel 2008: 251mila / 44,4%)
• Magione PD: 3.026 voti, pari al 35,52 per cento (nel 2008: 4.138 voti / 46,5%)
 
Nel 2014, alle elezioni Parlamento europeo:
• Italia PD: 11,2mln voti, pari al 40,8 per cento
• Umbria PD: 228mila voti, pari al 49,2 per cento
• Magione PD: 4.056 voti, pari al 51,5 per cento
 
Nel 2014, a livello amministrativo, la lista civica di centrosinistra
“Magione Viva” si attesta, con 4177 voti, al 51,8 per cento (nel 2009
i voti assoluti erano stati 3.603 con un’affluenza più alta di circa 5
punti percentuali). Si tratta dell’unico caso tra i comuni superiori a
10mila abitanti in Umbria in cui la lista delle comunali supera i voti
presi dal Pd alle europee. Un risultato non scontato considerando le
numerose defezioni – interne allo stesso partito e al centrosinistra
nel suo complesso – che hanno caratterizzato la composizione delle liste.
 
Nel 2015 elezioni regionali la coalizione guidata dalla presidente
uscente Catiuscia Marini vince, ma registrando due dati molto
preoccupanti: il minimo storico per il centrosinistra in Umbria (42,8
per cento contro il 39,3 del suo avversario Claudio Ricci) e la più
bassa affluenza di sempre ai seggi a livello regionale (55,4 per
cento). Magione, assieme al lago Trasimeno, mostra invece un
risultato più tondo e comunque non troppo lontano da quello del Pd
alle europee dell’anno precedente. La coalizione di Catiuscia Marini
ottiene infatti il 47,7 per cento dei consensi, con il Partito
democratico che si conferma primo partito al 37,8 per cento.
Seconda forza politica, per la prima volta a Magione, è la Lega
Nord (12,8%); ridimensionato il M5S, che supera di poco il dato
delle amministrative (11,1%). Magione concentra più di 600 voti di
preferenza sulla candidata Pd del lago Alessia Dorillo che risulta
prima dei non eletti. Nella stessa lista ottengono a livello comunale
voti utili per l’elezione anche il segretario regionale Giacomo
Leonelli, Attilio Solinas e Gianfranco Chiacchieroni.
 
Ultimo test elettorale è il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016
• Referendum Italia, Sì: 13,4mln voti, pari al 40,9 per cento
• Referendum Umbria, Sì: 240mila voti, 48,8 per cento
• Referendum Magione, Sì: 4.287, pari al 53,4 per cento (dato
tra i più alti nei comuni >10mila ab., secondo solo a Città di Castello e Castiglione del Lago).
 
Il Pd a Magione oggi: uniti senza correnti e personalismi I risultati
elettorali sono lo specchio di partito locale comunque in salute.
Seppur ha registrato una riduzione, riscontrabile ad ogni livello, del
numero degli iscritti e dei partecipanti alle varie primarie –
scivolando sotto i mille partecipanti sia nelle primarie 2017 che in
quelle per le amministrative del 2014 – il Pd di Magione si è distinto
a livello provinciale come una realtà solida, affidabile, coesa e
dinamica. Non solo per la riconferma dell’amministrazione
comunale e per i risultati in termini di voto d’opinione, ma anche e
soprattutto per non aver ceduto al correntismo esasperato regionale
o nazionale. Il Pd di Magione ha sempre portato avanti discussioni
aperte, grazie ai cinque circoli esistenti sin dalle primarie di Veltroni
del 2007. L’applicazione costante delle regole statutarie di
convivenza del Pd, a cui rispondono iscritti, dirigenti ed eletti, è
stata per noi elemento di qualità e trasparenza, riconosciutoci dagli
iscritti, dai cittadini e anche dalle forze politiche e sociali con cui siamo in dialogo.
 
Il Pd di Magione domani, l’impegno di tutti per dare forza alle idee
del futuro Senza mai appiattire la discussione al solo livello locale
ed amministrativo, il Pd dovrà impegnarsi per:
• Selezionare i membri della futura segreteria considerando: le
sensibilità politiche emerse in maniera preponderante durante le
ultime consultazioni primarie, il necessario rinnovamento
generazionale; le concrete disponibilità di tempo di chi intenda
proporsi e il radicamento territoriale;
• Rafforzare gli aspetti organizzativi, spesso lacunosi e
farraginosi, con l’inserimento di nuove figure in grado di dare un
contributo politico, ma anche fattivo in termini di capacità logistica e
di comunicazione esterna;
• Supportare al massimo il partito nazionale nella sfida per le
Politiche 2018, sostenendo – in caso di mancanza di preferenze
sulla scheda elettorale – il principio delle primarie per la selezione
dei futuri candidati alla Camera e al Senato. Rispetto a questo Il Pd
di Magione si dovrà fare interprete rispetto ai livelli decisori del
rispetto delle regole statutarie, sia in termini di partecipazione dal
basso alla selezione delle persone da candidare, che per quel che
concerne la parità di genere e il cumulo di mandati;
• Ricreare le condizioni – attraverso l’individuazione di uno
specifico responsabile da individuare contestualmente al tesoriere e
ai restanti membri della segreteria – per riproporre, in proprio o
assieme ad altre unioni comunali, una festa comunale dell’“Unità Democratica”;
• Essere elemento di critica, di proposta e – se necessario ed
opportuno – di difesa dell’Amministrazione comunale, favorendo la
conferma di una coalizione di centrosinistra con il Pd come
elemento aggregante e protagonista. Obiettivo non semplice, ma
necessario per evitare – visto il sistema elettorale – possibili difficoltà;
• Recuperare rapporti, in parte deteriorati, con le forze politiche
alleate del centrosinistra locale, evitando sia soluzioni “in solitaria”
per le prossime amministrative che atteggiamenti di sudditanza
psicologica rispetto a realtà comunque più piccole e meno radicate.
Tali rapporti non potranno prescindere da una condivisione
programmatica di fondo sulle scelte amministrative e sull’apertura
verso elementi sociali e personalità di orientamento più moderato,
com’è consuetudine per il Pd ed in particolare per il Pd di Magione;
• Applicare – così come sempre fatto fin dalla sua fondazione –
le norme dello Statuto del Pd nelle varie fasi di vita del partito, nel
rapporto con gli eletti, gli iscritti e i livelli superiori del Pd. In
particolare osservare le regole statutarie nelle individuazioni delle
candidature locali: si per il candidato sindaco, non escludendo le
primarie dove Magione si era distinta per un regolamento
particolarmente aperto alla società civile e con soglie flessibili, sia
per i consiglieri, dove dovranno valere le indicazioni per quel che
riguarda il cumulo di mandati;
• Favorire la crescita di  giovani all'interno del partito a partire da un impegno nei circoli e
nella valorizzazione nei livelli superiori del Pd.
• Impegno della segreteria a rivitalizzare e irrobustire l'azione dei circoli nei territori con iniziative mirate e periodiche
che saranno calendarizzate (almeno 4 iniziative all'anno per circolo).
• Impegno della segreteria a mediare la proposta dei territori e dei circoli per iniziative e proposte
da sottoporre all'Unione Comunale che si riunirà PERIODICAMENTE (almeno mensilmente) 
• impegno della segreteria ad effettuare incontri periodici con l'Amministrazione
e comunque PRIMA di importanti decisioni da prendere.
 
PER UN PARTITO , UNITO , RINNOVATO , FORTE.
 
Stefano Vinti 

Corriere dell'Umbria 19/11/2017 

In foto da sinistra: Luigi Bevagna, Michelangelo Grilli, Matteo Burico, Leonardo Miccioni, Stefano Vinti

INFO E PRENOTAZIONI 348 5102827

Seggi aperti in tutti i Circoli del Partito Democratico di Magione

Convocazione del congresso del PD di Magione per domenica 2 aprile 2017.
si svolgeranno a
1) Magione, Sala Carpine, per quanto riguarda i circoli di Magione, Agello, Villa - Soccorso e Santarcangelo.
2) San Feliciano, per quanto riguarda il circolo di San Feliciano.

in entrambe le sedi, questi sono gli orari:

ore 9:00 Insediamento Presidenza
ore 9:15 Presentazione proposte politiche e programmatiche dei tre candidati Matteo Renzi, Michele Emiliano e Andrea Orlando.
ore 10:00 Apertura seggio elettorale e inizio dibattito.
ore 12:30 Chiusura voto e scrutinio pubblico

In questa prima fase solo gli iscritti al PD possono votare.

Per consentire un dibattito preventivo e allargato, è convocata per giovedì 30 Marzo presso la Sala Carpine alle ore 21,00

l'Unione comunale di Magione con unico ordine del giorno: Congresso PD e relative mozioni.

http://www.partitodemocratico.it/congresso-2017/

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